1. «La domanda di cultura in quest'ultimo decennio è fortemente aumentata. Da un appunto della Mackno, (...), si rileva che i consumi delle famiglie italiane tra il 1971 e 1979 per ricreazione, spettacoli, istruzione e cultura sono cresciuti di circa il 100% con un ritmo di crescita particolarmente alto negli ultimi anni (...) L'offerta di cultura e arte è stata anch'essa fortemente crescente in questi ultimi anni (...) ma nel bilancio dello Stato la spesa per la cultura è percentualmente dello zero virgola qualche cosa (...) e nei bilanci degli Enti locali la spesa per la cultura (...) sta adesso contraendosi (...) Siamo dunque in presenza di una grave contraddizione tra una domanda di cultura che cresce ed una offerta di prodotti culturali (...) che rischia di contrarsi a causa della diminuzione delle risorse e anche della forte lievitazione dei costi necessari per produrre cultura.» G. Morales, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze, "Atti del Convegno Banca e Cultura", Società di San Giovanni Battista, Firenze, 4-5 novembre 1983, p. 26.
2. «.... anche se il banchiere è sempre stato, da tempi lontani, del mecenatismo uno dei protagonisti è anche vero che oggi il fenomeno ha caratteristiche radicalmente diverse; non è più il banchiere (...) egli stesso il soggetto che opera, ma è la Banca, con i suoi organi collegiali a promuovere un impiego dei propri utili in un ampio orizzonte culturale.» L. Bausi, Sottosegretario di Stato al Ministero di Grazia e Giustizia, "Atti del Convegno Banca e Cultura", cit., p. 38.
3. Nel 1985 l'Istituto San Paolo di Torino ha costituito una Fondazione per la cultura, la scienza e l'arte. Una istituzione con un patrimonio di 15 miliardi di lire attraverso il quale il San Paolo finanzia operazioni di recupero storico-artistico, restauri, conservazione e valorizzazione dei beni artistici e culturali. Nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione ci sono i professori Pietro Verzelletti, Fabrizio Gianni, Zefferino Franco e il dottor Alfredo Jozzo, che già operano nel San Paolo, nonché il professor Gianni Zandano, presidente della banca stessa. L'aver istituito una Fondazione permette al San Paolo una gestione più razionale ed organica delle risorse destinate alla cultura, alla scienza e all'arte, con progetti a lunga scadenza che permettono interventi mirati e unitari. Cfr. A. Rampino, "Uno sportello nella storia", Capital, 3/88, pp. 26-38; Istituto Bancario San Paolo di Torino, a cura di, "Il San Paolo per la cultura", San Paolo Notizie, N. 12/87, pp. 58-63; A. Masoero, "Oltre San Fruttuoso", Mondo Economico, N. 49, 14 dicembre 1987, pp. 96-97.
4. Dal 3 al 30 settembre 1987 si è tenuta a Milano, a Palazzo Bagatti Valsecchi, una rassegna dal titolo «Le Banche e l'Arte», organizzata dall'Abi e dall'Acri. Scopo di tale iniziativa era far conoscere al grande pubblico gli interventi delle banche nell'ambito artistico e culturale. Cfr. F. Frangi, "Cosi' le banche hanno scoperto il sottile fascino dell'arte", Mondo Economico, N. 36, 14 settembre 1987, p. 26.
5. «....la Banca, con i suoi organi collegiali, (...), qualunque siano le motivazioni, conseguono sostanzialmente tre obiettivi:
1) Un reale contributo alla diffusione di conoscenza e quindi di cultura attraverso pubblicazioni, sponsorizzazione di iniziative, patrocinio e sostegno economico di rassegne, esposizioni, mostre e concorsi simili;
2) Una presenza pubblicitaria, in forma di immagine o "redazionale", generalmente di grande efficacia per il collegamento che si crea tra l'oggetto bello e comunque piacevole e l'insegna dello sponsor;
3) Generalmente anche una operazione economicamente interessante, specie attraverso l'acquisto di opere d'arte; e dopo la legge 512 del 2 agosto 1982 interessante anche dal punto di vista fiscale.» L. Bausi, cit.
6. Giorgio Marconi, Direttore dello Studio Marconi di Milano, ritiene «che sponsorizzare o aiutare certe manifestazioni d'arte è, in un certo senso, pagante, soprattutto a livello di riscontro sulla stampa. L'industria della cultura ha delle incredibili potenzialità, incrementate dall'aumento del tempo libero, dalla nostra posizione geografica e da tante altre cose, ma purtroppo è un terreno completamente non sfruttato.». Atti del Convegno di Museologia e Museografia dal titolo "Musei e opere: 'la scoperta del futuro'", Milano, 12/17 settembre 1988.
7. Cfr. A. Costantini, "I francesi ci fanno sapere che l'Italia è il paese che spende di più", Il Giornale dell'Arte, N. 56, maggio 1988, p. 71; S. Nirenstein, "Venite a prendere un restauro da noi...", La Repubblica, 3 maggio 1988, p. 20; M. Garbesi, "La Cultura ha la sua Borsa e mille miliardi da spendere", La Repubblica, 15 maggio 1988, p. 20; F. Perego, "Il «secondamano» degli sponsor", Corriere della Sera, 15 maggio 1988, p.9.
8. G. Palamenghi Crispi, "Un'indagine ABI sulla sponsorizzazione culturale", ABI, Roma, 1987.
9. Ibidem.
10. Ibidem.
11. Ibidem.
12. «Mi paiono, questi della sponsorizzazione e del mecenatismo, due concetti nettamente distinti, in quanto diversi sono l'atteggiamento di base, la responsabilità che ci si assume e le aspettative di ritorno, nonostante che i confini tra un ruolo e l'altro appaiono a volte sfumati.» Z. Franco, Vice Direttore Generale dell'Istituto Bancario San Paolo di Torino, "Atti del Convegno Banca e Cultura", cit., p. 115.
13. «Già da tempo si assiste ad un incessante proliferare di iniziative artistiche e culturali sovvenzionate dai privati. Da un'indagine effettuata dalla Demoskopea, risulta che nel 1983 le imprese hanno speso in sponsorizzazioni più di 350 miliardi e se i finanziamenti più rilevanti hanno riguardato lo sport, importi ragguardevoli sono stati devoluti anche a favore della cultura e dell'arte, settore per il quale l'incremento percentuale sull'anno precedente è stato anzi maggiore. Il mecenatismo privato può dunque dare una valida contribuzione innanzi tutto sul piano finanziario, dato che la carenza di fondi rappresenta il nodo centrale delle difficoltà che incontrano le istituzioni culturali.» Z. Franco, cit.
14. Questa esigenza di coordinamento degli interventi è stata ribadita in più occasioni durante il convegno "Banca e Cultura": «... non spetta a noi programmare gli interventi, non può essere il mecenate che programma gli interventi nella comunità. E' un compito proprio di Ente pubblico, il quale ha coscienza piena di quello che è il bisogno, l'esigenza degli interventi in una comunità ed eventualmente ad indicarci la strada da seguire (...).» M. Bardotti, Presidente della Banca Toscana; «... potrei formulare una precisa proposta della costituzione di un gruppo di lavoro (...) capace di avviare (...) un coordinamento fra istituti di credito, fra forze politiche amministrative e istituti di tutela del patrimonio artistico per l'avvio di un programma di interventi su realtà antiche e moderne, (...), capace di dare basi concrete al rapporto Banca e Cultura» U. Baldini, Direttore dell'Istituto Centrale del Restauro di Roma; «... gli interventi della Banca ed il Sistema debbano essere prevalentemente concepiti nell'ambito della strategia globale, e che essi non assumano connotazioni collaterali, pietistiche e occasionali, o che riguardano solamente interventi a spot, interventi a pioggia, o solamente provocati dal peso delle troppe richieste di intervento» P. Alazraki, Presidente della Zelig S.p.A. e della William S. Consultant. Cfr. "Atti del Convegno Banca e Cultura", cit.
15. Due proposte interessanti sono state fatte nel maggio del 1988, a poca distanza l'una dall'altra, rispettivamente, a Roma dalla Confindustria durante la "Settimana della comunicazione d'impresa" e a Ferrara da un gruppo di enti, tra i quali l'Associazione Nazionale per l'Economia della Cultura, l'Istituto Emiliano per i Beni Culturali e la Lega delle cooperative di Ferrara, durante il convegno su "Intervento pubblico ed imprenditoria privata nelle politiche culturali". La prima proposta prevede l'istituzione di una Consulta permanente di aziende pubbliche e private per coordinare gli interventi di sponsorizzazione e al tempo stesso porsi come valido interlocutore sia nei confronti delle imprese che del momento pubblico. La seconda proposta invece prevede la creazione di una banca dati, una "Borsa Internazionale della Cultura", per trovare un punto di incontro tra domanda e offerta, cioè tra le richieste di intervento e le offerte di finanziamenti. La "borsa" avrà sede a Ferrara e sarà gestita da una fondazione senza fini di lucro. Cfr. S. Nirenstein, "Venite a prendere un restauro da noi...", cit.; M. Garbesi, "La Cultura ha la sua Borsa e mille miliardi da spendere", cit.; F. Perego, "Il «secondamano» degli sponsor", cit.; Anonimo, "La Borsa Internazionale della Cultura", Il Giornale dell'Arte, N. 57, giugno 1988, p. 2.
16. Tra le altre, spiccano le seguenti opere: "Giuditta con la testa di Oloferne" di Lorenzo Lotto (1480ca. - 1556); "Veduta composita" del Canaletto (1697 - 1768); "La Madonna Albani" di Federico Barocci (1528 - 1612); "Santa Francesca Romana" dello Spadarino (Caravaggesco, prima metà del XVII secolo); "La cascate delle Marmore a Terni" di Jean Baptiste Camille Corot (1796 - 1875).
17. La collezione comprende una raccolta di dodici Sironi e di dodici Lilloni di particolare valore; Campigli, Cappello, Cascella, De Chirico, De Pisis, Marino Marini, Messina, Fausto Pirandello, Tosi, Picasso, Arnaldo Pomodoro sono presenti con una loro opera nella collezione.
18. Tra le opere particolarmente significative facenti parte della quadreria vi sono: "Idillio sotto la pergola" e "Il Garibaldino" di Gerolamo Induno (1827 - 1890); "L'Umanità" di Filippo Carcano (1840 - 1914); "Verona" di Angelo Dall'Oca Bianca (1858 - 1942); "L'Angelo Musicante" di Vincenzo Irolli (1860 - 1949); "Riva degli Schiavoni" di Pietro Fragiacomo (1856 - 1922); "La partenza del marinaio" di Alessandro Milesi (1856 - 1945); "Sogno e realtà" di Angelo Morbelli (1853 - 1919).
19. Tra le opere esposte vi sono: "L'Incoronazione di spine" del Caravaggio (1573 - 1610); "Sposalizio mistico di S. Caterina" del Volterrano (1611 - 1689); "Ritratto di Ferdinando I Dé Medici Cardinale" di Santi di Tito (1538 - 1603); "Sant'Orsola" di Antiveduto Gramatica (1571 - 1626); "La Commedia" e "Apollo" di Cesare Dandini (1595 - 1658); "San Matteo ispirato all'Angelo" di Bartolomeo Silvestrini (1600ca. - 1630). Tra i capolavori della raccolta vi sono anche due opere del XV secolo: "Madonna col Bambino a mezzobusto in una nicchia" di Filippo Lippi (1406ca. - 1469); "La Crocefissione" di Giovanni Bellini (1426ca. - 1515).
20. Vi sono tavole del Sassetta, tra cui "Adorazione dei Magi", del Maestro dell'Osservanza, di Sano di Pietro e di Neroccio; dipinti del Beccafumi, del Brescianino, di Rutilio Manetti, di Astolfo Petrazzi e di Bernardino Mei.
21. Tra le acquisizioni vi sono: "Polittico di Agnano" eseguito alla fine del Trecento dal pisano Cecco di Pietro; "La Musa Polmnia" e "Liberazione di San Pietro dal carcere" di Giovan Battista Tempesti (1729ca. - 1802ca.); cinque tele di Gherardo Poli e figlio (1739) intitolate: "Paesaggio di fantasia".
22. Cfr. in proposito: G. Licata, "Nascono le pinacoteche in banca", Corriere della Sera, 11 luglio 1986; N. Romeo, "Patrimonio immobiliare, archeologico ed arte. Sintesi realizzata a Palermo", Atti del Convegno Banca e Cultura, cit., pp. 49-52; Anonimo, "Un fondo della Banca Cattolica per i restauri di opere mobili", Il Giornale dell'Arte, N. 63, gennaio 1989, p. 25; catalogo della mostra a cura dell'ABI e dell'ACRI, "Le Banche e l'Arte", Palazzo Bagatti-Valsecchi, Milano 3-30 settembre 1989.