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Perchè Internet? Chief Web Officer (CWO) - pag. 4/4

Le decisioni tecnologiche non sono più solo relative a quale tecnologia usare, ma a come utilizzarla. E le persone che prendono questo genere di decisione non sono più solamente dei semplici tecnologi: sono business leader e in molti casi business visionaries.

E' giunto il momento per le corporation di creare un nuovo ruolo esecutivo: il Chief Web Officer, una persona in grado di supervisionare le strategie aziendali relative ad Internet, Intranet e siti web.

La grande maggioranza dei CEO è consapevole del fatto che il commercio elettronico rivestirà un ruolo centrale nel loro futuro. Il problema, afferma A. May - vp del Cambridge Technology Partners Inc. - è che questi executive dovranno prendere direttamente confidenza con la Rete per poter essere in grado di proporre alla propria azienda un cambiamento in linea con essa.

Sono molte le aziende che potrebbero beneficiare di uno shock ad alto livello. Dopo tutto e' gia' difficile convincere molti senior manager ad accendere il proprio PC, il che rende improponibile lasciarli soli a prendere decisioni sul web seriamente.

Tradizionalmente il direttore IT è orientato alle tecnologie, ma il web introduce una nuova serie di problematiche a più ampio spettro. Si tratta di uno strumento pervasivo di tutte le funzioni aziendali: vendita, marketing, produzione, comunicazione interna ed esterna, risorse umane.

Il marketing appronterà le strategie di mercato ma può essere insensibile ad aspetti quali la privacy, la netiquette, etc.

Alcuni usano molto bene la Rete internamente mentre altri la usano bene esternamente. Ma pochi sono in grado di usarla bene in tutti i suoi aspetti e per questo c'è bisogno di una nuova figura professionale in grado di capirne tutte le problematiche e coordinarne tutti gli interventi. E' molto complicato, soprattutto per le multinazionali che possono operare bene in un Paese, ma sbagliare approccio in un altro.

La Rete è sovranazionale e tutto ciò che viene pubblicato può essere visto ovunque, risultando magari offensivo per qualcuno o incomprensibile per qualcun altro.

Molte aziende dovranno ripensare le proprie strategie di sviluppo: dalla capacità produttiva alla capacità di interazione con le reti. Le aziende vorranno collegare via rete i centri di ricerca, quelli di produzione e quelli di vendita. Enormi vantaggi produttivi deriveranno a coloro che sapranno riorganizzare il proprio processo produttivo riuscendo a gestire i propri fornitori e clienti via Internet. Dove la rivoluzione industriale ha ridotto i costi diretti di produzione - lavoro e materie prime - la rivoluzione informatica consentirà una significativa riduzione dei costi di sovraproduzione e di quelli legati alle transazioni. E per molte aziende questi costi sono la metà di quelli complessivi.

Le aziende, inoltre, potranno aumentare la vendita dei propri prodotti e servizi grazie alle nuove tecnologie. Ciò richiederà strategie radicalmente differenti per il marketing e la promozione.

Richiederà inoltre metodologie significativamente diverse dalle attuali per quanto riguarda la compilazione degli ordini, l'emissione di fatture e l'assistenza ai clienti.

Nelle tradizionali organizzazioni industriali i direttori di produzione, vendita, logistica, marketing e supporto al cliente forniscono una leadership giornaliera che consente all'azienda di raggiungere il successo. Nella nuova Information Age il successo del loro lavoro dipenderà in maniera sempre più significativa da quanto bene queste funzioni condurranno le proprie attività sulla Rete.

Le aziende che vogliono affrontare seriamente questo mercato e le sfide che esso comporta, dovranno creare una una figura di senior manager che segua e coordini tutte le attività web gestendo risorse composte da persone e capitali.

Le tradizionali organizzazioni IT spesso non sono sufficientemente flessibili o innovative e non hanno un adeguato peso in azienda o le necessarie competenze per poter prendere tutte quelle iniziative che la presenza su Internet richiede.

Man mano che un numero sempre più grande di aziende capirà l'importanza di Internet e del commercio elettronico per il proprio business, la richiesta di queste nuove figure manageriali, aumenterà.

E' stato osservato che non esiste una correlazione diretta tra gli investimenti effettuati nell'area IT e i risultati ottenuti nell'area business, performance o knowledge management. Erik Brynjolfsson, docente di sistemi informativi presso la MIT Sloan School, fa notare in una intervista a Information Week (9 Settembre 1996) che un investimento della stessa entità in una data tecnologia può produrre un vantaggio competitivo in un determinato ambito, ma essere solo una voce di costo quando utilizzato in un'altra azienda.
Il fattore chiave per un più alto ritorno dell'investimento in ambito IT è l'effettivo utilizzo dell'informazione e il suo relazionarsi con la struttura aziendale.

La stessa conclusione è supportata dallo studio degli investimenti nel settore IT da parte dell'economista Paul Strassmann. Nel suo libro The Squandered Computer conclude che non esiste alcuna relazione tra performance del sistema informativo e performance aziendali. In una simile nota John Seely Brown - direttore dello Xerox Park Research Center di Palo Alto, California - sottolinea che negli ultimi 20 anni l'industria americana ha investito più di un trilione di dollari in tecnologie ma ha realizzato solo un piccolo miglioramento nell'effettiva capacità gestire il patrimonio di informazioni aziendali (knowledge management).
Brown attribuisce questo fallimento alla scarsa comprensione dei meccanismi con cui i lavoratori comunicano e operano attraverso il processo della collaborazione, condividono le proprie conoscenze e producono avvalendosi anche delle idee degli altri (fonte: The Economist).

Le aziende devono riuscire a riconoscere e valorizzare le qualità intangibili contenute nelle menti e nell'esperienza dei propri dipendenti. Senza queste conoscenze avranno molte difficoltà a prevedere e immaginare il proprio futuro.

C'e' ancora tempo per acquisire la giusta sensibilità per riuscire a muovere il proprio business in Rete, ma... si tratta di poco tempo.
 

Bibliografia:

Net Worth : Shaping Markets When Customers Make the Rules by John Hagel, Marc Singer

The second annual Ernst and Young Internet shopping study- EY

E-commerce according Ernst and Young- EY

The 'CLICK HERE' Economy- Business Week

How the Internet Changes (Almost) Everything- Business Week

Knowledge Management for the New World of Business - The BizThech Network

Behind the Transaction: Interactive Sales and Service on the Web - Extraprise advisor report

Il Sole 24 Ore - Informatica - Il Sole 24 Ore

 


 

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